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Decreto salvacalceri, Forza Nuova: "l'ennesimo sbaglio del governo Monti"

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Decreto salvacalceri, Forza Nuova: "l'ennesimo sbaglio del governo Monti"
Problema: LE CARCERI ITALIANE SONO SOVRAFOLLATE. Soluzione: LIBERIAMO I CARCERATI. Avranno pure studiato nelle migliori università neoliberiste del mondo, carichi di titoli onorifici e riconoscimenti accademici, ma sul problema carceri i “santoni” del governo Monti sembrano aver fatto un ragionamento da sempliciotti descolarizzati . Mandare ai domiciliari buona parte dei detenuti è davvero la scelta più scellerata ed inutile che si potesse prendere: aumento dei costi per lo Stato, diminuzione della sicurezza e soprattutto il problema non viene risolto, ma rinviato. AUMENTO DEI COSTI Se si vogliono tenere nelle rispettive abitazioni migliaia di pregiudicati, significa che servono le risorse per poterli controllare e gestire. Le forze di polizia già in forte deficit di uomini e di mezzi finanziari non hanno la capacità di esercitare adeguatamente questo tipo di attività, e se lo faranno questo comporterà un pesante aumento dei costi. Il decreto non prevede alcuna copertura finanziaria aggiuntiva. DIMINUZIONE DELLA SICUREZZA In sostanza i controlli non saranno effettuati in misura sufficiente a garantire al sicurezza dei non carcerati. Dato per scontato che tutti quelli che usciranno abbiano un’abitazione dove farsi “domiciliare” (e così non è), rimane il problema di come potranno vivere. Semplice: tornando a delinquere. Pensare che tutti questi soggetti abbiano la possibilità di andare a casa a farsi mantenere dalla famiglia “mulino bianco” fa amaramente sorridere. La scelta ( spesso obbligata) che intraprenderanno sarà quella di sopravvivere nell’unico modo che molti di loro conoscono. Il decreto non prevede alcun piano di riabilitazione o di reinserimento. IL PROBLEMA VIENE SOLO RINVIATO Gli italiani hanno la memoria corta, ma solo nel 2006 venne applicato dal governo Prodi un indulto per “risolvere” il problema del sovraffollamento. A 5 anni ci troviamo ad affrontare l’annosa questione nuovamente, e rispondiamo con la stessa soluzione, che ci porterà semplicemente a NON RISOLVERE il problema. Forza Nuova propone una semplice e radicale soluzione: I DETENUTI STRANIERI (NON SOLO EXTRACOMUNITARI) DEVONO SCONTARE LA PENA NEL PAESE D’ORIGINE. I detenuti non italiani nelle carceri costituiscono il 38 % del totale, ma il numero sale di continuo. Nel 2007, su 94.000 «nuovi ingressi» più di 45.000 erano di stranieri: quasi la metà. Provenienti da 140 Paesi diversi. In maggioranza, com'è agevole immaginare, extracomunitari; in gran parte di un pugno di Stati nord-africani. Ma c'è anche una buona quota di romeni che — da quando il loro Paese è entrato a far parte dell'Ue — hanno il primato dei detenuti stranieri comunitari: il 73% del totale. Il sorpasso sembra un traguardo vicino, al Nord gli stranieri hanno da tempo superato la maggioranza, raggiungendo punte che arrivano al 70 ma anche all'85%, com'è accaduto a Milano dove i non italiani rappresentano ormai la quasi totalità dei «nuovi ingressi». La strada da intraprendere è quella di stipulare patti bilaterali con i Paesi d’origine dove questi si impegnano a ricevere i loro cittadini che si sono macchiati di reati in Italia. Popolazione carceraria dimezzata; costi precipitati e meno delinquenti dentro e fuori dal carcere. La Lega Nord, che oggi da vita al consueto circo in aula, dovrebbe recitare il “mea culpa”. La contabilità dice che per le violazioni della legge Bossi-Fini entrano in prigione ogni anno circa 12.000 extracomunitari. A giugno ce n'erano 2.914 che scontavano una condanna inferiore a 12 mesi, evidentemente per reati «minori»; usciranno di qui a un anno, ma è probabile che torneranno ad avere «condotte illecite» (a cominciare dalla mancata partenza dall'Italia) e possano rientrare nel circuito penitenziario. Insomma, gli amici Padani si sono prodigati per fare il pieno di voti come di consueto, dimenticando che anche in carcere l’immigrato è un costo, e che metterli dentro non serve a nulla se tornano a circolare in poco tempo. Vanno espulsi. Esiste un altro aspetto fondamentale per la soluzione del problema: tempi di giudizio ragionevoli. Oltre all’ovvia questione morale ed etica (migliaia di futuri innocenti detenuti, migliaia di vite ingiustamente rovinate). Ci sono carceri dove il 50% dei detenuti è in attesa di giudizio, qualsiasi iniziativa di svuotamento delle carceri, risulta ancora più inutile se non supportata da un’adeguata riforma della giustizia. Per info: segreteria@forzanuova.org